Indice documenti

Manoscritti musicali

La biblioteca Augusta di Perugia possiede una raccolta di manoscritti musicali che, se non corrisponde ad un fondo omogeneo e organicamente costituito, conserva pezzi di grande interesse non solo musicologico, ma anche storico.

Oltre alla raccolta dei Corali di San Domenico, presenti in una apposita sezione di questo stesso sito, si evidenziano i due gruppi relativi agli autografi di Francesco Morlacchi e alla raccolta di frammenti di codici liturgici.

Francesco Morlacchi (1784-1841), compositore e direttore di orchestra perugino, al quale è intitolato il teatro cittadino, visse a lungo a Dresda, dove aveva ottenuto l’incarico di direttore dell’Opera italiana e primo maestro della cappella reale. Nel testamento lasciava i propri manoscritti autografi all’amico Antonio Mezzanotte, intellettuale de capoluogo umbro.

In seguito queste opere vennero acquistate dal conte Giovanni Battista Rossi-Scotti e da lui donate a personaggi ed enti diversi, per cui di tale patrimonio ormai si lamenta la dispersione. La Biblioteca Augusta si è fatta carico negli anni di recuperare ciò che era possibile reperire nel commercio librario; ultimo acquisto è stato la cantata inedita e sconosciuta “L’ape e la serpe”.

I frammenti dei codici liturgici, recuperati dai bibliotecari dell’Augusta da legature di altri manoscritti e volumi a stampa, sono databili ai secoli XII-XV e rappresentano spesso l’unica testimonianza di corpose raccolte di codici ora perduti appartenuti a chiese e conventi probabilmente cittadini.

Utilizzato come coperta anche il ms. 3065, famoso frammento di sei carte contenenti cantate dell’Ars nova, parte di un manoscritto conservato a Lucca (codice di Lucca o codice Mancini).

Probabilmente dalla donazione di Prospero Podiani giunsero alla biblioteca altri importanti reperti musicali come i manoscritti G 20 (cantate) e H 72 (intavolatura per chitarra), già presenti in biblioteca nella prima metà del XVII sec.